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sabato 25 marzo 2017

Terrine minion al baccalà con patate ,scamorza affumicata e mela verde in crosta di verza




Bene, ricetta fatta ed ora la condivido con voi.

La Terrina è un piatto nato nel 1400 in Francia e oggi prende vita anche nella cucina di ..per Incanto. Un piatto sofisticato ma nello stesso semplice per buon gustai e palati fini ,un piatto nato nelle stupende cucine di una volta , le cucine della corte o delle  nobili case, il mio campo preferito nella storia del cibo cosi come per la mia ricetta del piccione ripieno che trovate nel mio archivio.

Impresa difficile a realizzarlo ma solo visto il mio periodo di cambiamento che sta rivoluzionando la mia vita e spesso mi trovo fuori casa , fuori mia cucina e fuori di testa  :-))))
Tuttavia sono riuscita a fare questa ricetta e sfida , anche se nella mia testa questa ricetta è molto più bella ma grazie a Dio non più buona .

Tempo zero se no starei a raccontarvi la mia avventura per trovare il recipiente trovandomi fuori casa, storia che potrebbe farvi capire quanto ci tenevo a fare questa ricetta in tempo e tra un impegno e altri dieci...Poi ho optato per pubblicare tardi al fine del mese una volta tornata nella mia cucina e appropriata delle mie deliziose mini terrine che ho ricevuto in regalo qualche Natale fa ed ora finalmente usate nel momento giusto.



E visto il mio malgrado vi manderò qui  dalla spettacolare Giulia esperta in matteria , per leggere tutto quello che dovete sapere delle terrine nel minimo dettaglio per farla in modo perfetto, mentre io qui vi lascio la mia esperienza ed una breve storia.

Breve storia :
Le terrine sono un piatto di origine Francese ma per la loro versatilità e apprezzamento sono diventate un piatto di molte cucine, apprezzato e diffuso nel interro mondo del food.
Il suo nome ha origine nel 1400 nel nord della Francia e deriva dalla parola "terre" ( terracotta) identificato come una marmitta dai bordi spessi e con un coperchio munito di un piccolo foro di sfiato. Il termine dunque indica genericamente un contenitore di terracotta smaltata nel quale si usa cuocere o servire una preparazione
e non una specifica ricetta.
Nasce alle grandi corti di Francia e tramandato e migliorato nei anni avvenire fino ad arrivare sulle nostre tavole.
Oggi come oggi il web ci regala la storie complete che se siete dei appassionati come me della storia del cibo andrete sicuramente ad approfondire.
La terrina di oggi assomiglia ad un nostro pasticcio o un paté ma il suo procedimento e particolare e lo trovate qui e nel blog di Giulia indicato sia sopra che sotto

Partiamo

Ingredienti ( quantità in base alla capacita della vostra terrina le mie sono piccolissime e ho fatto ad'occhio )
cavolo cappuccio
patate lesse
baccalà ammolatto
mela verde
scamorza affumicata
formaggio a pasta semidura  ( io di capra del monte grappa)
aglio
cipolla
pepe
olio evo
latte ( io del kefir allungato con un po di latte)

Preparazione

1.Cominciamo con il baccalà.
   Lo mettiamo ancora in ammollo per qualche ora anche se comprato già ammollato perché di solito è        ancora troppo salato.


2.Prepariamo un tegame con un po di olio , qualche spicchio d'aglio schiacciato e una piccola cipolla tritata      fine.
   Riscaldiamo , insaporiamo e poi aggiungiamo il baccalà levando la pelle. Rilascerà del liquido quindi fatte      andare un po tutto affinché evaporerà ma non del tutto e poi aggiungete il latte. Coprite con un coperchio e    fatte andare a fuoco lento fino alla cottura.

3.In una pentola fatte bollire dell'acqua e poi aggiungete il cavolo cappuccio lavato e tagliato a meta e    scavato un po il torsolo . Fattelo scottare e poi staccate le foglie una ad una. Fatte raffreddare e poi  stendete su un tagliere togliendo le nervature più sporgenti che non permettono di piegare le foglie e poi  stendetele sul fondo della terrina come nella foto.

4.Fatte bollire le patate con la buccia , poi fatte raffreddare e pelate.
 Tagliate la scamorza a fettine sottili e la mela a fette poi a bastoncini, tagliate finemente anche del aglio,  quantità in base ai vostri gusti.

5.In un recipiente passate sulla grattugia con fori grandi le patate e il formaggio di capra, e della cipolla, poi aggiungete il baccalà senza il liquido, solo quello che inevitabilmente viene su insieme nella forchetta/paletta da cucina.
Amalgamate tutto con un cucchiaio o una forchetta ma va bene anche con le dita , affinché ottenete un impasto omogeneo.

Composizione della nostra terrina
Imburrate lo stampo e il coperchio.
Con un cucchiaio stendete uno strato del nostro impasto poi stendete delle fette di scamorza fino a coprire poi sopra i bastoncini di mela uno accanto all'altro. ristendiamo uno strato del nostro impasto poi andiamo a coprire con le foglie di verza rimaste sporgenti dal nostro recipiente e poi con il suo coperchio.


Cottura
Premessa : il vero ed originale recipiente di questa ricetta ha sul coperchio un foro , il mio non ne ha per cui il coperchio dovrà rimanere leggermente aperto.
Preriscaldate il forno a 180° e  preparate una teglia da forno con un dito di acqua.
Immergete la vostra terrina e cuocete a bagnomaria per circa 20 minuti.

 La mia cottura è breve perché i miei ingredienti sono tutti cotti o precotti. Invece per altri ingredienti che potete scegliere il tempo della cottura può ovviamente variare.

Trascorso il tempo togliete dal forno e fatte stemperare.

 Appena raffreddato togliete il coperchio e mettete sopra della carta di alluminio senza avvolgere. Trovate un peso ( 1 chilo di farina o di riso o anche due) che andrete a mettere sopra la carta di alluminio per qualche ora buttando di tanto in tanto il  liquido che rilascia.
Io lo lasciato tutta la notte.

Una volta pronta la nostra terrina sarà compatta da poterla tagliarla a fette e servirla con una salsa da accompagnamento o qualcos'altro che scegliete al vostro piacimento.


Io ho scelto una semplice salsa allo yogurt che si sposa molto bene con il pesce e delle barbabietole in agrodolce.
La mia terrina è delicata ma nello stesso saporita per cui l'accompagnamento che ho scelto equilibra perfettamente il suo gusto.

Salsa di yogurt al profumo di erba cipollina 
Yogurt greco
erba cipollina
olio evo
sale
pepe

Preparazione
A me piace lo yogurt fatto in casa per cui ho preparato un po di più di quanto mi servisse per accompagnare questa ricetta.
Dunque preparatevi 1/2 litro di latte fresco e del yogurt bianco intero di cui utilizzerete solo un cucchiaio.

1. Fatte bollire in una pentola di acciaio il latte fino quando non raggiunge una temperatura di al meno 38/40 gradi.
 Lasciate che diventi tiepido, prendete il contenitore per alimenti ( barattolo o altro) , aggiungete il cucchiaio di yogurt e con un collino versate il latte piano piano.

2. Mescolate affinché non ci siano grumi, chiudete e avvolgete in una copertina di pile.

3. Sigillate bene il contenitore e riponetelo in un luogo ben caldo e lontano da correnti d'aria a temperatura intorno ai 35-40 gradi. Ottimo anche in forno a questa temperatura.

4. Lasciate riposare tutto per circa 8 ore. Dopo questo tempo lo yogurt ha raggiunto la sua giusta consistenza ed è pronto per essere messo in frigo ad una temperatura di circa 4° e aspettare circa un ora per consumarlo.

Una volta trascorso questo tempo siamo pronti ad andare a fare la nostra salsa allo yogurt all'erba cipollina .
Semplice semplice : qualche cucchiaio di yogurt , erba cipollina tagliata fine , olio evo e sale. Otterrete una salsa fresca e profumata che si sposa benissimo con il pesce.
Al vostro piacimento potete aggiungete del aglio o altra erba aromatica non molto invadente.

Barbabietole in agrodolce 
Barbabietole
miele
aceto di mele
chiodi di garofano
1 pezzetto di cannella
cipolla
una costa di sedano
sale

Preparazione
Cuocette le barbabietole per circa 2 ore circa a secondo la loro grossezza  in una pentola con acqua abbondante e salata.
Lasciatele a raffreddare nella loro acqua poi scollate, sbucciate e tagliate a cubetti.

In un pentolino fatte cuocere gli altri ingredienti in acqua salata per 5 minuti. Fatte raffreddare.

Mettete le barbabietole in un recipiente e con un collino versate sopra il liquido aromatizzato ottenuto sopra. Tenete per una notte per prendere bene tutti gli aromi e nel giorno dopo potete servirlo in tavola.
Diversamente potete costruire tutto in dei vasetti lavati e sterilizzati e conservarli nella vostra dispensa per le vostre varie occorrenze.

Ed eccoci qui pronti ad andare in tavola con la nostra Terrina di baccalà alla vicentina con patate , scamorza e mela verde in crosta di cavolo cappuccio.


Una ricetta buona a non sperare , inventata , pensata per un bel po e fattibile nella mia mente senza sapere come sarei stata in grado di portarla in questa perfetta forma,  con dei ingredienti che si sposano in una danza armoniosa piena di sapori "dolci" e salati per dare vita alla mia Terrina...per Incanto

Felice di presentarla e condividerla per la 64-esima sfida del MTChallenge , tema proposta dalla vincitrice del mese scorso Giulia Fabris dal Blog La Gallina Vintage









martedì 22 novembre 2016

TiramiSù alla banana e tartare di mela verde










Il  tiramisù alla banana lo mangiato due estati fa al isola di  Panarea in un stupendo ristorante che si chiama Cusiritati , un vero Incanto e già da allora mi erò promessa che se mai mi cimentavo a fare un tiramisù sarebbe stato proprio alla banana.
Ed eccomi qui con il mio diversamente tiramisù  nella sua forma e gusto , diversamente buono e diversamente bello.
La ricetta è stata adattata per poterli dare questa forma a mono porzione diciamo , che anche se dalla foto può sembrare grande sono solo delle porzioncine da 5 cm da un boccone o massimo due.
E' un tiramisù che tira su per la sua dolcezza che caratterizza il tiramisù , ma è anche un tiramiSù per il senso dato dalla sua forma che li permette di essere afferrato anche con le mani non solo a cucchiaio.
E' una ricetta che diventerà la ricetta di casa mia per quanto riguarda il tiramisù solo che avrà due varianti, una cosi ed una con molta più crema con l'aspetto più vicino a quello classico, insomma più cucchiaioso :-))).
Chi mi conosce sa che non prediligo a fare dolci e che mi trovo sempre davanti al panico se li devo fare ma se mi ci metto studio ogni passo da mille varianti e faccio impazzire le mie amiche che se ne intendono.
Questo giro la motivazione per fare questo dolce è stata la Susy May  May che ha proposto il tema di questo mese per l'MTC , e sappi mia cara Susy che se non era per te, questa prova la saltavo.
Uno perché passo un momento difficile da più punti di vista poco felici e due perché appunto il dolce per me richiede tanto tempo e studio , che non ho :-(((.
Ma eccomi qui a dare il mio contributo sperando di aver capito bene tutto e chiedendo pietà per le foto fatte di corsa ma come detto , è già tanto che ci sono.

Premessa per i miei lettori: la prova di questo mese chiede anche di associare la ricetta ad un film o attore sexy ....
Nel campo cinematografico la Susy è molto afferrata e le sue ricette sono sempre abbinate a qualche racconto per non parlare delle foto scenografiche sempre mooolto suggestive ....per cui doppiamente difficile la prova ...ma forza e coraggio e con la già certezza che avrei potuto fare di meglio eccola qui la mia icona sexy e la mia ricetta. 
Ho scelto la Monica Vitti  e l'Avventura (1960) , film girato proprio all'isola di Panarea , sull'isolotto deserto di Lisca Bianca  a cui protagonista della celeberrima tetralogia di Michelangelo Antonioni .
Ho citato questo giusto per collegarla all'origine del mio dolce , ma la diva dai mille volti come viene soprannominata , 
e stata protagonista di inumerevoli film e vincitrice di ben 5 premi David di Donatello e tanti altri premi.
Quest'anno ha compiuto 85 anni proprio questo mese  ( nel 03-11-2016 ) quindi quale occasione migliore per dedicarli questa ricetta , la mia interpretazione del  tiramiSù , questo dolce , uno tra i più amati dagli italiani cosi come lei.
Una bellezza senza tempo.
Fuori dalle righe rispetto al look.
Mille sfaccettature dell'anima , appunto la diva dai mille volti.
Senza tempo e un bel po' fuori dalle righe anche il mio tiramiSù ...per Incanto che oggi condivido con Gioia .

Ingredienti
200 g savoiardi
50 g zucchero
150 g di mascarpone
2 banane
1 tazzina di vermut di Prato
1 tuorlo d'uovo
un mezzo limone
una mela verde


Preparazione
In un  recipiente/teglia fatte amalgamare con il minipimer  il mascarpone con lo zucchero e il tuorlo d'uovo. affinché otterrete un composto omogeneo e cremoso.
Mettete in frigo.
Sbucciate le banane e frullate anche loro con i minipimer aggiungendo in fondo del suco di limone che serve per non farle annerire.
In un recipiente/teglia con i bordi alti minimo 5 cm adagiate i savoiardi e bagnateli con il vermut distribuendo uniformemente con un cucchiaio.
Lasciate che il vermut penetri i savoiardi e che li ammorbidisca un po ma non tantissimo dopo di che prendeteli uno a uno e tagliateli a meta.
Tagliate a cubetti la mela senza sbucciarla e aggiungete de succo di limone sempre per non farla annerire e mettette da parte.
Ri mettete nella teglia un strato di savoiardi a meta, togliete dal frigo la crema di mascarpone e aggiungete la banana. Coprite il primo strato di savoiardi con un primo strato di crema. Alternate con un altro strato di savoiardi e crema e rimettete in frigo per qualche ora.
Passato questo tempo togliete e con un coppa pasta con diametro di circa 5 cm cominciate a ricavare i nostri deliziosi tiramiSù che andremo a rifinire con la tartare di mela verde.



Ecco a voi il mio tramiSù alla banana e tartare di mela verde che sconvolge gli schemi ma ne vale tutta la pena. In bocca troverete il dolce e la cremosità del tiramisù con un pronunciato gusto di banana contrastato ma non tanto dalla mela verde, giusto per renderlo come una ciliegia .... tutto e sempre...per Incanto!!!

Con questa ricetta partecipo alla sfida n. 61 del MTChallenge di Novembre




martedì 25 ottobre 2016

Le Tapas del Bosco Incantato


Autunno...Magia nei boschi che in questo periodo diventano preziosa dispensa e magici incanti per chi si sofferma ad apprezzare i suoi colori e "l' allegro lavoro del mondo fatato"

Breve storia , fonte delle mie Tapas. Prendetevi un minuto e poi passate al Incanto del gusto.

Proprio quest'anno in aprile ho visitato Barcellona e ho avuto l'occasione di conoscere questo tipo di approccio al cibo che è fantastico e mi è rimasto impresso. Impresso per le cose buone ma anche per il mondo immenso della varietà che può comprendere, per la versatilità e l'inventività senza limiti che può scatenare nei abbinamenti e sfiziosi banchetti.

Doppia coincidenza ed una sorpresa per me è stata anche la MAI perché mi arrivò questo messaggio su messenger da lei che mi suggeriva di andare in un localino a Barcellona che si chiama El bosc de les fades che in catalano significa Il bosco delle Fate..... Eeeeeheheee ;-)!!!??? ;-).....Capite?
Ero mooolto sorpresa e non solo per la  inaspettata gentilezza di Mai ma anche per il fatto che non conoscendoci lei ha intuito che mi poteva piacere.
Il nome del mio blog potrebbe suggerirlo ma non è detto che io possa avere questo legame cosi accentuato con i boschi e le favole ... Lei lo ha fatto punto ed io sono stata stra felice perché è proprio il mio mondo...il mio Modo Fantastico.

Dunque oggi per la sfida del mese proposta proprio da Mai ed il suo Blog Colore della Curcuma  come da compito che li spetta per aver vinto la sfida precedente sui gnocchi ( un Incanto strepitoso) , il tema non è altro che Le Tapaaaaas!!!!! Ole!!!
Ma la sfida oltre al dover preparare una Tapa, un Montadito e un Pincho richiede che ci sia un filo conduttore tra gli ingredienti nella preparazione, una storia , e la mia è il Bosco...il bosco Incantato e Mai. Il bosco con i suoi preziosi frutti del bosco e del sottobosco e prevalentemente le castagne nel rivestirle di Incanto, di nuove sfumature attraverso l'idea di Tapas ,  un bosco che sa sorprendere sempre , un bosco inaspettato trovato anche nella meravigliosa Barcellona.
Cosi nascano le mie Tapas del Bosco Incantato!



Due parole per distinguere questi 3 piatti oltre al fatto che per definirsi tale sono esclusivamente delle mini porzioni.
Il Montadito sono fettine di pane su quale possiamo mettere qualsiasi cosa riesce a starci ovviamente comestibile :-)
Il Pincho è un finger food di qualsiasi cosa(sempre cibo) che si infilza con un stuzzicadenti
la Tapa è una mini porzione di qualsiasi piatto cucinato
Tutto spiegato benissimo nella grandiosa Community che è l'MTChallenge e nel post di Mai 

Quindi parto con il  - MONTADITO -
- Crostino con lardo toscano, sbriciolata di castagne , julienne di funghi porcini e more -



Ingredienti per 2 persone 3 pezzi cadauno ( quantità in base a quanti pensate di fare a testa)

Pane baquette 6 fettine
Lardo toscano 6 fettine sotigli
Castagne lesse 2 pz
Funghi porcini freschi qb
More 3 ( 1/2 mora per fettina)
Olio evo Qb
Rosmarino

Preparazione
Riscaldate un po' il pane, appena appena abbrustolito. Stendete la fettina di lardo sopra che si scioglierà un po' al contatto con il pane caldo. Sbriciolate con le dita le castagne precedentemente bollite e tagliate prima a fettine e poi a  rastrelline i funghi. Adagiate sopra il lardo chiudendo con la mora tagliata a meta qualche aghetto di rosmarino e un giro dolio.
Fatto.
Troverete in bocca il sapore di ogni ingrediente senza che nessuno copra l'altro ....come per Incanto

Il PINCHO - Spiedino di castagne lesse in camicia di pancetta leggermente affumicata e rosmarino -


Ingredienti per 2 persone 3 pezzi cadauno ( quantità in base a quanti pensate di fare a testa)

18 castagne
18 fettine sotigli di pancetta leggermente affumicata
ciuffi di rosmarino

Lessiamo le castagne e li sbucciamo ancora calde. Avvolgiamo ogni pezzo con una fettina di pancetta e fermiamo tutte con uno stuzzichino. Inseriamo del rosmarino per aromatizzare.

Eccolo qui semplice ma sorprendente!
Il gusto della castagna viene molto esaltato e il contrasto tra il salato affumicato della pancetta e la sua dolcezza si armonizzano perfettamente in dei bocconcini che diventeranno come le ciliege....


La TAPA - La vellutata di castagne e patate con spolverata di funghi freschi, croccante di prosciutto di cinghiale, nipitella e gocce di olio al tartufo -



Ingredienti per 2 persone

10 castagne ( bollite)
1 cipolla piccola
1 patata media
1 cucchiaio di burro
1 cappella di un fungo piccolo fungo porcino
1 fetta di prosciutto di cinghiale
un ciuffo di nipitella
olio al tartufo
sale e pepe

Preparazione
Tagliare la cipolla e la patata (precedentemente pelate e lavate) a fettine sottili. Mettete il burro a sciogliersi in una casseruola aggiungete la cipolla e la patata e fatte andare fino a farle ammorbidire aggiungendo del sale e se c'è bisogno dell'acqua,
Appena cotte li facciamo raffreddare e poi li frulliamo con il minipimer aggiungendo dell'olio, le castagne e aggiustiamo con sale e pepe.
In una padella aderente facciamo rosolare la fetta di prosciutto di cinghiale tagliata a piccoli pezzetti,  senza nessun grasso affinché otteniamo dei croccantini .
Tagliamo a fette e poi a rastrelline la cappella del  fungo e la aggiungiamo sopra la vellutata insieme al croccante di prosciutto , la nipitella sminuzzata e qualche goccia di olio al tartufo.
Sinfonia del Bosco e sotto Bosco che in un cucchiaino richiuderà tutta la sua Magia!








A voi le mie Tapas del bosco Incantato accompagnate da shottini di Nebbiolo.
Deliziatevi!

Con queste ricettine partecipo alla sfida n.60 del MTChallenge  con il tema Le Tapas.








venerdì 23 settembre 2016

Gnocchetti di patate su vellutata di aglio e cavolo cappuccio bianco al profumo di pepe di Sichuan




E si riparte con il tema del mese, e questo mese sono gli Gnocchiiiii.....di patate!!!!
Essenzialmente la parola gnocco significherebbe nel senso figurativo anche facile, semplicione ed è proprio vero, lo gnocco , gli gnocchi sono semplici da fare. Farina , patate sale e via! Tutto sta nelle poche accortezze , ovvero , nella scelta delle patate e nella lavorazione. Poi aggiungerei l'amore e saper sentire gli ingredienti nella loro consistenza , e la loro vita stessa per abbinarli e per darli vita in un piatto che da semplice può diventare una prelibatezza o una vera opera come nel caso di tanti chef o nei banchetti delle corti rinascimentali all'inizio della loro storia.



Come accompagnamento, condimento ho scelto la vellutata di aglio, lo letta da qualche parte abbinata a della pasta ripiena e mi ha intrigato tantissimo e poi perché a me piace l'aglio e sono fortunata che anche al mio compagno piace. Siamo amanti dell'aglio e della cipolla quindi via libera a questi due ingredienti che usati bene danno delle sorprendenti soddisfazioni.
Nella vellutata il sapore è delicato ed io ho aggiunto anche del cavolo cappuccio bianco per darli più dolcezza .

Ingredienti per 4 persone

Per gli gnocchi 
600 g di patate rosse ( meglio se vecchie)
180 g di farina 00 ( forza 170)
1 cucciaino da te di sale fine integrale
basilico fresco 4 ciuffi circa

Per la vellutata
8 spicchi d'aglio
100 g di cavolo cappuccio fresco
1 cipolla piccola o meglio uno scalogno
2 cucchiai di burro
1 foglia di alloro
1 patata cotta

Per il tocco finale 
Pepe di Sichuan
Germogli di cavolo cappuccio bianco e rosso







Gli Gnocchetti 

1) Scegliete le patate più o meno della stessa dimensione, lavatele e mettetele con la buccia nel            forno in una teglia con la carta da forno. Le patate ideali sono quelle a pasta bianca e meglio se sono  vecchie.
   Fatele cuocere per circa 30 minuti testando con uno stuzzicadenti la cottura.

2) Sminuzzate il basilico

3) Pesate la farina

4) Togliete le patate dal forno, lasciatele poco a stemperare e sbucciatele ancora calde.

5) Passate le patate con lo schiacciapatate o verdure oppure con la grattugia a fori grossi.

6) Sulla spianatoia trasferite le patate passate e  aggiungete il sale, il basilico e la farina in tre fasi per capire quanto c'è ne bisogno.

7) Impastate fino ad ottenere un impasto omogeneo ma non tanto perché altrimenti gli gnocchi diventano duri.

8) Una volta ottenuta una pagnotta tagliate dei pezzetti e formate dei filoncini di che diametro preferite. Io li ho fatti da circa 1cm perché a me piacciono piccolini e poi tagliateli sempre ad 1cm .

9)Passate gli gnocchi sopra una forchetta per rigarli o sopra il riga gnocchi se lo avete.
La rigatura sulla forchetta si fa passando il gnocco/gnocchettino dall'alto verso il basso sul dorso della forchetta con una certa pressione. In questo modo si otterrà una rigatura e un incavo che accoglierà il sugo o in questo caso la vellutata.

9)Bis Nota : non infarinate troppo la spianatoia altrimenti gli gnocchi diventeranno appiccicosi , usate piuttosto la farina di riso sulla spianatoia , che si scioglierà in acqua di cottura completamente.
Io ho usato questo consiglio di Annarita - (blog Il Bosco di Alici) e sono usciti perfetti. Andate a vedere anche il video della rigatura e leggete il suo post molrto dettagliato per fare tre tipi di gnocchi ;-).
Annarita è la blogger del mese tra noi Mtc-ini che ha vinto la scorsa sfida sulla Pizza , una meravigliosa pizza che vi consiglio di andare a leggere qui

10) Mettete a bollire dell'acqua con del sale e fatte bollire gli gnocchi pochi alla volta. Appena salgono in superficie sono cotti .



La Vellutata 

1) Private della buccia gli spicchi d'aglio e la cipollina e lavate. Tagliate l'aglio a metà e togliete l'eventuale filamento verde.

2) Tagliate a pezzettini il cavolo , la cipolla e l'aglio

3) In una pentola bassa fatte cuocere con il burro l'aglio , la cipolla e il cavolo fino a raggiungere la morbidezza per poterli frullare, aggiungendo del brodo vegetale o dell'acqua se c'è bisogno.
Profumate con una foglia di alloro che consiglio togliere dopo qualche minuto di cottura.

4) A fine cottura trasferite e frullate aggiungendo una patata cotta e aggiustate di sale.

5) Tenete in caldo e appena cotti gli gnocchi uniteli alla vellutata.



6) Trasferite in una terrina o in un piatto di portata e serviteli caldi con una macinata di pepe di sichuan e l'aggiunta di germogli per colorare un po' il piatto e renderlo allegro e fresco e magari se ne avete un piccolo ciuffetto di basilico e foglie di aglio ancora meglio.
Ho scelto il pepe di sichuan perché non è un vero pepe, ma una bacca che assomiglia a quella del pepe. E' molto profumato e il suo sapore sa leggermente di limone ed è poco piccante. 
immagine da web
Ancora a differenza del pepe il seme interno viene scartato e viene utilizzato solo il guscio.
Si aggiunge sempre a fuochi spendi. Una macinata fresca farà esaltare il delicato sapore di questo piatto che cremoso e avvolgente sa di....Incanto

Buon Appetito 


Con questa ricetta partecipo alla sfida n. 59 del MTChallenge con il tema Gli gnocchi di patate.


giovedì 1 settembre 2016

Indonesian spicy fish soup

Il brodetto di pesce piccante ai profumi dell'Indonesia   ...Indonesian spicy fish soup







Tornata da una delle più belle vacanze che desideravo fare, da Bali , e ancora con il cuore li e con il mal di Indonesia ( perché esiste ed io ne sono testimone....oh cuor mio innamorato e beati occhi miei che ti hanno vista) non potevo che proporvi un piatto ispirato da questa magnifica terra che custodirò per sempre come caro tesoro e...per Incanto.

E quale occasione migliore per pubblicare se non quello del tema del "Brodetto di pesce" riproposto dal MTChallenge e con il paziente tutoraggio di Maria Pia Bruscia ??!!!

Detto e fatto!
Prendi una Domenica mattina con la sua tranquillità e lo spirito della condivisione del pranzo più intimo che c'è nella famiglia , aggiungi l'amore e la passione , aggiungi i ricordi più viscerali possibili di una terra cosi piena di Beatitudine che è Bali , del pesce e degli aromi e porterai in tavola questo Incanto ...la mia Indonesian Spicy Fish Soup servita con del garlic bread.


Ingredienti per 2 persone

6 gamberi medi
200 g di spinarolo
200 g di telline
2 moscardini medio/piccoli
3 peperoncini verdi piccanti ( grandi)
3 peperoncini rossi piccanti
1 pollice di zenzero fresco
4 spicchi d'aglio
1 cipollotto tagliato fresco
10 pomodorini ciglliegini
la buccia di un lime grattugiato
il succo di un mezzo lime
olio di oliva
1 foglia di alloro
8 foglie di basilico
brodo di pesce qb
garlic bread ( che a Bali non manca da nessun menue)

Per il brodo di pesce
1 gallinella
1 nasellino
le teste dei gamberi
1 cipolla media
4 coste di sedano
una manciata di prezzemolo
2 carote piccole
1 foglia di alloro
sale qb

Puliamo il pesce e prepariamo il brodo.

In una pentola alta facciamo bollire dell'acqua con del sale. Una volta arrivata all'ebollizione aggiungiamo il pesce ( eviscerato e lavato + le teste dei gamberi e i gusci) e gli aromi tutti.
Facciamo bollire fino ad ottenere il nostro brodo e aggiustiamo di sale. Filtriamo.


I gamberi : togliamo la testa e leviamo il guscio che mettiamo da parte per il brodo ma lasciamo la coda. Con una forbice da cucina o un coltellino tagliamo il gambero in due fermandoci alla coda . Leviamo il filo nero e mettiamo da parte.
Tagliamo a fettine da circa 1/2 cm lo spinarolo.
Mettiamo sotto acqua e sale le telline e cambiamo l'acqua più volte affinché riusciamo a spurgare la sabbia che eventualmente hanno racchiuso dentro.

Tostiamo del pane e lo strofiniamo con del aglio e cospargiamo sopra del prezzemolo tritato fine fine con qualche goccia di olio di oliva.


Prima di passare alla preparazione vera e propria vorrei riuscire a trasmettervi quello che si va a provare preparando questo piatto.
I profumi che verranno sprigionati dagli ingredienti appena iniziate la preparazione sono semplicemente inebrianti , e vi consiglio di aggiungerli uno ad uno , mescolare e sentire come cambia e aumenta l'incanto. Il peperoncino insieme allo zenzero che con il caldo e l'olio esaltano la loro potenza e profumo ancora di più , un crescendo che giunge l'apogeo nel momento dell'aggiunta della buccia del lime e al basilico.
Un piatto alchemico che nutrirà tanti dei vostri sensi ed io ne sono felice di condividerlo con voi.

 Preparazione

In una ampia padella fatte riscaldare 2 cucchiai di olio evo , aggiungete il peperoncino verde tagliato a pezzetti e privato dai semi e venature, il peperoncino rosso piccante tagliato a rondelline fini ( tenendo da parte una piccola parte per ornamentare il piatto alla fine) , lo zenzero tagliato a pezzettini , l'aglio tagliato a pezzettini, e i pomodorini tagliati a pezzetti, il cipollotto tagliato a rondelline fini  (tenendo da parte una piccola parte per ornamentare il piatto alla fine) e la buccia del lime grattugiata ( si usa al posto del lemon grass che da noi lo troviamo difficilmente) e le foglie di basilico .
Schiacciate i pomodorini con il dorso di un cucchiaio lentamente e fatte andare tutto fino all'assorbimento dei succhi e a finché vedete che tutto si è abbastanza appassito. Sfumate con il succo di un mezzo lime e se c'è bisogno aggiungete qualche cucchiaio di brodo.
Fine questo passaggio togliamo dal fuoco e lasciamo raffreddare un po. Appena stemperato andiamo a frullare tutto fino ad ottenere una passata fine.

Rimettiamo tutto nella padella che preferibilmente sarebbe uno Wok con il fondo molto spesso o un recipiente in coccio come il mio, che ha le pareti molto spesse.
Aggiungiamo qualche mestolo di brodo ( vedi preparazione sotto) in base a quanto vogliamo che sia liquido il nostro brodetto, e mescoliamo per omogenizzare.
A questo punto aggiungiamo lo spinarolo e lo facciamo cuocere per 5 minuti , poi aggiungiamo i gamberi e le telline. Dopo altri 5 minuti il nostro brodetto è pronto.


Passiamo al impiattamento aggiungendo qualche rondellina di cipollotto e di peperoncino fresco e il garlic bread.
Servite caldo ma non bollente.
L'aroma e il piccante di questo piatto vi sorprenderà .Il piccante è amabile e cucchiaio dopo cucchiaio vi conquisterà sempre di più e il suo profumo e gusto un vero Incanto.


sabato 25 giugno 2016

Pizzette gourmet....parte secconda

Pizzette gourmet ...per Incanto



Eccomi con le mie pizzette gourmet che arrivano ad arricchire un capitolo già iniziato per la scuola di cucina Gluten Free Travel & Livig. Fu la prima volta che facevo la pizza e ringrazio alla carissima Sonia ( la gaia celiaca blog ) per i suoi insegnamenti che mi hanno portato ad un magnifico risultato nonostante la farina gluten free. La ricetta qui per chiunque ha voglia, bisogno o semplice curiosità. Le mie pizzette sono nel top delle immagini e ne sono fiera.

Tuttavia questa volta non sono contenta dell'impasto ottenuto per la sfida di questo mese del MTChallenge per quale l'Antonietta del blog La trappola golosa spiega con tanta cura e sapienza tre varianti per fare una pizza perfetta.

Non ho una mia ricetta base o una ricetta appurata per la pizza classica ma sono una buona ed esigente consumatrice della BUONA pizza, SOLO la buona pizza. La pizza con alta digeribilità e fatta con delle farine scelte con cura e con l'impegno delle farciture gourmet fuori dalle righe, fuori dalla solita pizza.
C'è da dire che sono abbastanza intollerante al glutine e lievito USATO MALE. Quindi nonostante io non ho lavorato per arrivare ad una ricetta mia ( con glutine) che sia soddisfacente( sempre maledetto tempo) , ho la fortuna di frequentare nei ultimi sei mesi una parte del Veneto( provincia di Treviso) dove sorprendentemente mi sto gustando il top della pizza mai provata!!! Alta digeribilità e farciture da sogno. La scelta del tema di questo mese mi ha trovata impreparata lo stesso ed ora posso solo pentirmi di non aver chiesto la ricetta dell'impasto nel nessuno di questi posti...Che dire??? testa bassa e con la consapevolezza del poter migliorare ( molto) ecco a voi le mie tre variante gourmet che per lo meno nella scelta della farcitura sono UN INCANTO :-).....sentito e stra apprezzato con molto molto gusto!!!

L'impasto unico e il modo di cottura unico per tutte tre farciture ( sempre mancanza di tempo)

Ho azzardato ( nonostante la mia inesperienza) poi direttamente una farina integrale che mi è stata regalata da poco nell'occasione di EatPrato , ed è la Gran Prato insieme ad una tipo uno il Miracolo di grani antichi macinati a pietra della provincia di Parma.

Eh bene si, azzardata , ma se quella senza glutine è riuscita dovevo riuscire a fare anche questa. Ho pensato lo stesso ad una idratazione alta e anche al aumento del lievito visto le farine.
Come già detto non ho ottenuto il massimo per il caldo arrivato e sicuramente qualche altra accortezza ma la ricetta è giusta e posso garantire l'alta digeribilità e gusto.


Partiamo con i ingredienti per 6 pizzette in teglia idratazione 85 %

6 pizzette diametro 10 cm - tempo di preparazione 30 min + 8 ore di lievitazione + 15 di cottura

100 g di farina tipo 1 Miracolo ( proteine 12, 5)
50 g di Gran Prato integrale
100 di acqua freda in bottiglia
3 g di lievito di birra fresco
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio di strutto o olio di oliva

Preparazione
In una ciotola setacciamo due volte le farine insieme e aggiungiamo il lievito sbriciolandolo a piccoli pezzettini, il sale,  lo zucchero e lo strutto. Con le mani amalgamiamo tutto e poi incorporiamo poco alla volta l'acqua. Una volta aggiunta tutta l'acqua impastiamo per altri 10 minuti minimo. E' molto importante impastare allungo.


Una volta finito questo processo formiamo una palla , la mettiamo in una ciotola di vetro o ceramica, copriamo con la pellicola e mettiamo a lievitare per un ora un 'ora e mezzo.








Nel frattempo prepariamo le farciture :


Pizza gourmet numero 1 
Cacio nero di Pienza (6 fettine sottigli ) mela verde (6 fettine) , burratina di bufala , cipolla bianca tagliata a fettine e erbette baby



Pizza gourmet numero 2
Uova di quaglia ( 2 pz) ,  tartufo nero estivo ( un pezzo1g circa  ), mozzarelline qb , lattughino romano


Pizza gourmet numero 3
Tartare di tonno ( capperi, acciuga, cipolla, olio e sale) , semi di sesamo nero , acetosa  e mozzarelline qb

Trascorso il tempo della prima lievitazione prendiamo l'impasto e lo dividiamo in 6 parti. Con ogni una di queste 6 parti formiamo delle palline che andiamo a stendere con i polpastrelli formando dei cerchi ( piu o meno) di circa 10 cm facendo più pressione al centro per formare più scavo al centro e più spessore nei bordi .
Una volta finita questa operazione , adagiamo tutto in una teglia da forno su carta da forno, copriamo con un panno e mettiamo a lievitare per circa 6 ore minimo ma meglio se 8 ore ma possibilmente di più.



Trascorso questo tempo passiamo alla fase farcitura e alla cottura . Ovviamente per la pizzetta con la tartare , l'insalatina e la tartare non va in forno ma solo l'impasto con la burattina . Poi l'uovo di quaglia va aggiunto al ultimo minuto di cottura e le erbette giustamente prima di servire , cosi come la cipolla nella pizzette con il caccio e mela verde.
A voi le foto del taglio come da regolamento .


 Con questa ricetta partecipo alla sfida n.58 del MTChallenge , che adoro e amo 




domenica 24 aprile 2016

Biscotti alati....per Incanto

Biscotti di frolla ai frutti di bosco e grappa di Brunello.




 Perché biscotti ai frutti del bosco???!!! Perché c'è tutto una storia intorno alle farfalle , alle fate e fatine del bosco...Le farfalle sono simbolo degli esseri di Luce alati , mondo di cui  sono profondamente attratta dai tempi dei tempi userei a dire :-)... e cosi ho scelto questa combinazione per portarlo in manifestazione attraverso dolci biscotti alati.

Ed eccomi con la seconda proposta per l'MTC n.56 di aprile per il tema Biscotti lanciata da Dani&Juri del blog Acqua e Menta , che hanno vinto la sfida precedente sul tema del Brodetto di Pese.
Andate qui sul loro blog, per una complessa stesura sul tema dei biscotti e le varie tecniche e segretti.
A Dani& Juri mille grazie.












Ingredienti

150 g di farina universale Schar (gf)
  50 g di fecola di patate
100 g di burro ( 83% materia grassa)
100 g di zucchero a vello
  50 g di frutti rossi essicati
  50 ml di grappa di Brunello di Montalcino Riserva
 1 g di buccia di limone ( non tratato)
 1 pizzico di sale
 1 uovo piccolo


Preparazione
Mettete a rinvenire i frutti rossi nella grappa di Brunello

Mescolate a mano o con la planetaria con la foglia , il burro tagliato a cubetti piccoli ( ammorbidito a 10-14 °) con il sale e la buccia di limone. Unite lo zucchero a vello e l'uovo e i frutti rossi (scollati e tagliati a pezzetti piccoli ) e lavorate fino al completo assorbimento. In fine unite la farina e la fecola e impastate con la punta delle dita fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Avvolgete la frolla nella pellicola o in una busta di plastica per la cucina e mettete in frigo per circa 10 ore per stabilizzare la pasta , cosi come dice Massari.



Trascorso il tempo di riposo stendiamo la frolla tra due fogli di carta da forno o se avete il tappetino di silicone per sotto, solo sopra la carta da forno.
Stendete l'impasto fino ad ottenere un spessore di circa 5/6 mm. Scegliete la vostra forma per tagliare i biscotti e una volta fatto stendeteli su una foglia di carta da forno su una teglia.

Infornate per 15-20 minuti a 180°
Fatte raffreddare e assaporate e assaggiate questi biscotti che sanno di buono e di magia delle fate.




Con questa ricetta partecipo alla sfida n. 56 di aprile per MTChallenge