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sabato 14 aprile 2018

Pane al mais con cipolla bianca e basilico - Un'altra faccia del Malai


Sono tante le ricette che ho provato a fare per arrivare al fragrante, gustosissimo e meraviglioso MALAI di mia nonna ma ancora non ci sono.
Non ho mai trovato la sua ricetta e credo che non smetterò mai a provare ad arrivarci ma nel frattempo ne combino un po',  ne scopro altre e questa è una di quelle che vorrei condividere con voi perché é semplicemente  un Incanto :-)  
L'idea per questa ricetta nasce anche per trovare un pane salutare ma il suo risultato è stato molto di più , un pane al mais aromatizzato che fa da antipasto da solo ma abbinato ad un buon burro e acciughe, una crema di melanzane affumicate o un baccalà mantecato su piccoli crostini diventano un elegante antipasto, un tapas , un cicchetto di puro Incano.
Ne vogliamo parlare poi del abbinamento con un buon stufato di verza e cotenna o un baccalà alla vicentina? Si sa più o meno che il mais nella sua forma polentosa chiama i piatti appena elencati ma sicuramente troverete anche voi i vostri migliori abbinamenti una volta sperimentata e assaggiato questo incanto che vi farà innamorare.
La ricetta è facilmente realizzabile l'unico ingrediente importante da non dimenticare mai è l'Amore!

                                                                                                                                                                                                                                                                   Ingredienti 
400 g farina di mais macinata a pietra
100 g farina  (o senza glutine o "0") a scelta
4 cucchiaini lievito per dolci
1 cucchiaino bicarbonato di sodio
3 uova
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino sale
200 ml yogurt bianco
200 ml latte 
80 g burro
1 cipolla media bianca 
1 mazzetto di basilico

Preparazione 
Amalgamate tutti gli ingredienti secchi in una ciotola separata di quelli liquidi.
Dunque : le farine, il lievito il sale e lo zucchero, il bicarbonato , ma anche la cipolla e il basilico.
Poi in un'altra ciotola quelli liquidi : sbattete le uova e aggiungete il burro sciolto a caldo affinché diventa liquido, poi il latte e lo yogurt. 
Preparate una forma imburrata ( una forma per il pane in casetta ma anche per il ciambellone) , poi in una ciotola più grande amalgamate gli ingredienti secchi insieme a i liquidi e poi versate nella forma.
Infornate per 45' minuti a 200°  nel forno statico. la cottura è sempre in base al vostro forno per cui controllate sempre con la prova dello stecchino e il colore della crosta.
Sfornate e fatte raffreddare completamente prima di tagliare.
Ne sarò felice di un vostro feedback e sarò a disposizione per qualsiasi domanda con breve risposta sulla mia pagina Fb  "Cristina per Incanto"
A voi questo Incanto che sa di tradizione , di profumo di casa, di antico e di nuovo ma meravigliosamente di di quel Buono!







venerdì 6 aprile 2018

Vellutata i zucca e porro al profumo di timo limoncino, con funghi shiitake e gocce di kefir







La primavera ha fatto finalmente capolino anche se qualche cima rimane ancora innevata e qualche giornata ci fa ancora accendere i caminetti o alzare il riscaldamento.
Ed è in una giornata cosi che ho deciso di fare questa vellutata con sicuramente una delle ultime zucche di fine stagione.

Quindi zucca a mano ed ecco a voi la ricetta  :

Ingredienti per 4 persone

Una zucca piccola di circa 600 g
1 porro
200 g di funghi shiitake
4 spicchi d'aglio ( facoltativo)
1 cucchiaio di burro chiarificato
sale e pepe qb
2 foglie di alloro
timo limoncino (oppure prezzemolo)
2 cucchiai kefir

Preparazione
Semplice e veloce, in poco tempo otterrete una vellutata che vi conquisterà già dall'assaggio.
In una caseruola alta fatte rosolare nel burro il porro tagliato rondelle. Appena appassito aggiungete la zucca tagliata a cubetti , i spicchi d'aglio, le foglie di alloro e del sale. L'aglio in cottura sarà un valore aggiunto e non vi risulterà invadente.

Coprite con dell'acqua e fatte cuocere fino alla totale cottura, quando sia la zucca sia il porro vi risulteranno morbide. Togliete dal fuoco e appena stemperato un po passate tutto con il frullatore o passa verdure, aggiungendo qualche giro di olio evo e aggiustando di sale e pepe.
Separatamente pulite i funghi qualora ci fossero dei residui di terra e separate il gambo dalla cappella e poi cotti a vapore.
Io li ho cotti nella classica vaporiera a bamboo ma nell'alternativa potete scegliere una cottura a preferenza oppure crudi in quanto sono buonissimi lo stesso.
Una volta cotti i funghi passiamo al impiattamento aggiungendoli quindi alla vellutata insieme ad una spolverata di timo o prezzemolo e le gocce di kefir o latticello.
Le gocce di kefir contrasteranno la tendenza al dolce della vellutata e cosi anche il timo limoncino.

Ed ecco a voi la mia deliziosa vellutata di zucca e il saluto all'Inverno che se ne va....Grazie, sei stato un Incanto!






venerdì 26 gennaio 2018

Vellutata di cavolfiore con fagiolini trentini , al profumo di aneto e pepe di sichuan

 Come ben noto da chi mi conosce io amo le zuppe , le vellutate , le creme, le minestre, consomme e i brodi & brodetti , e oltre la pasta , le considero uno delle pietanze più versatili.
Sono un po' come le torte di mele, tutte le volte il gusto è diverso ma sono terribilmente buone e confortanti.
Ecco, lo detto , il confort ,il confort  food come vengono chiamati tutti i piatti di questo genere.

Ora ci tengo a dire che la cosa importante ma anche divertente è cambiare la ricetta in base alla stagione perché fondamentalmente la base non cambia ma magari si aggiunge qualche erbetta o spezia alla verdura o il legume scelto.
Poter  "camminare"  insieme alla grande dispensa di ogni stagione è veramente meraviglioso nonché la giusta scelta per la salute e trasformazione del nostro organismo.

Quindi oggi ho scelto appunto uno dei grandi doni della stagione autunnale e invernale che è il cavolofiore.
Adoro il suo gusto e moltissimo anche la sua mistica forma .Avete mai fatto caso alla sua forma? So che si chiama fiore ma avete notato che la sua forma e la stessa di ogni suo "ramo" che sezionato poi rende ancora di più l'idea? E a proposito di rami, avete fatto caso che assomiglia ad un albero ?..... e non qualsiasi albero ma al Albero della Vita!... lo conoscete?


Ecco perché secondo me , oltre il suo gusto dolce e rotondo , ha anche stra moltissime  proprietà benefiche , pochissime calorie e un elevato potere saziante quindi indicato nelle diete dimagranti e per il diabete, un forte antiossidante e antitumorale .
Raccomandato in primis per la salute di tutti noi , viene consigliato il consumo da 2 a 3 volte a settimana in questo periodo dell'anno e a proposito di questo oggi con questa mia ricetta vi propongo un modo delizioso per portarlo in tavola per voi , la vostra famiglia e i vostri amici..

Ecco a voi la ricetta semplice e veloce.

Ingredienti per 6 persone

1 cavolfiore
1 cipolla bianca grande
2 patate grandi
4 spicchi d'aglio ( facoltativo)
qualche pomodorino
1 peperone piccolo
2 coste di sedano con foglie
1 bella manciata di fagiolini trentini
1 noce di burro o olio di oliva se la volete vegan
pepe di sichuan qb
sale qb
e 2 cucchiaini di aneto ( che in questo periodo si trova solo congelato) oppure se non lo avete potete sostituirlo con del finocchietto selvatico .


Due parole sui fagiolini trentini. Li conoscete? Sono di colore verde e con delle striature viola. Sono dolcissime da crude ed io li preferisco per il loro gusto e colore.


Preparazione
Sbucciate la cipolla e le patate, lavatele e tagliatele finemente. Private il cavolofiore dalle foglie verdi , lavatelo e tagliatelo a pezzetti piccoli . In una pentola con il fondo spesso sciogliete il burro e aggiungete la cipolla , fattela ammorbidire un po e poi aggiungete l'aglio e i pomodorini. Appena viene assorbito il succo rilasciato dai pomodorini  aggiungete le patate , il cavolfiore e del sale . Fatte andare tutto per un po aggiungendo dell'acqua fino a coprire tutto, coprite con un coperchio e fatte andare tutto a fuoco basso fino quando vi risulta tutto cotto e morbido.

Togliete dal fuoco e frullate aggiungendo un giro di olio di oliva aggiustando di sale e riportiamo di nuovo sul fuoco aggiungendo dell'acqua e mescolando per omogenizzare tutto.

Separatamente pulite e tagliate i fagiolini a pezzetti da circa un centimetro. Tagliate anche il peperone e le coste di sedano con le foglie ma a pezzetti grossi perché verranno tolti a fine cottura.

Aggiungiamo tutto nella pentola con il cavolfiore frullato e facciamo cuocere tutto a fuoco basso fino che assaggiando i fagiolini vi risultano cotti , un po' croccanti e non del tutto morbidi .

A fine cottura togliamo i pezzi di peperone e il sedano , aggiustiamo di sale e aggiungiamo l'aneto.
Pronto!
Servite caldo aggiungendo in ogni piatto un po' di pepe di sichuan appena macinato e Buon Appetito !!!
A voi questa vellutata fumante , avvolgente , che sa di buono e di ... Incanto!!!








sabato 25 marzo 2017

Terrine minion al baccalà con patate ,scamorza affumicata e mela verde in crosta di verza




Bene, ricetta fatta ed ora la condivido con voi.

La Terrina è un piatto nato nel 1400 in Francia e oggi prende vita anche nella cucina di ..per Incanto. Un piatto sofisticato ma nello stesso semplice per buon gustai e palati fini ,un piatto nato nelle stupende cucine di una volta , le cucine della corte o delle  nobili case, il mio campo preferito nella storia del cibo cosi come per la mia ricetta del piccione ripieno che trovate nel mio archivio.

Impresa difficile a realizzarlo ma solo visto il mio periodo di cambiamento che sta rivoluzionando la mia vita e spesso mi trovo fuori casa , fuori mia cucina e fuori di testa  :-))))
Tuttavia sono riuscita a fare questa ricetta e sfida , anche se nella mia testa questa ricetta è molto più bella ma grazie a Dio non più buona .

Tempo zero se no starei a raccontarvi la mia avventura per trovare il recipiente trovandomi fuori casa, storia che potrebbe farvi capire quanto ci tenevo a fare questa ricetta in tempo e tra un impegno e altri dieci...Poi ho optato per pubblicare tardi al fine del mese una volta tornata nella mia cucina e appropriata delle mie deliziose mini terrine che ho ricevuto in regalo qualche Natale fa ed ora finalmente usate nel momento giusto.



E visto il mio malgrado vi manderò qui  dalla spettacolare Giulia esperta in matteria , per leggere tutto quello che dovete sapere delle terrine nel minimo dettaglio per farla in modo perfetto, mentre io qui vi lascio la mia esperienza ed una breve storia.

Breve storia :
Le terrine sono un piatto di origine Francese ma per la loro versatilità e apprezzamento sono diventate un piatto di molte cucine, apprezzato e diffuso nel interro mondo del food.
Il suo nome ha origine nel 1400 nel nord della Francia e deriva dalla parola "terre" ( terracotta) identificato come una marmitta dai bordi spessi e con un coperchio munito di un piccolo foro di sfiato. Il termine dunque indica genericamente un contenitore di terracotta smaltata nel quale si usa cuocere o servire una preparazione
e non una specifica ricetta.
Nasce alle grandi corti di Francia e tramandato e migliorato nei anni avvenire fino ad arrivare sulle nostre tavole.
Oggi come oggi il web ci regala la storie complete che se siete dei appassionati come me della storia del cibo andrete sicuramente ad approfondire.
La terrina di oggi assomiglia ad un nostro pasticcio o un paté ma il suo procedimento e particolare e lo trovate qui e nel blog di Giulia indicato sia sopra che sotto

Partiamo

Ingredienti ( quantità in base alla capacita della vostra terrina le mie sono piccolissime e ho fatto ad'occhio )
cavolo cappuccio
patate lesse
baccalà ammolatto
mela verde
scamorza affumicata
formaggio a pasta semidura  ( io di capra del monte grappa)
aglio
cipolla
pepe
olio evo
latte ( io del kefir allungato con un po di latte)

Preparazione

1.Cominciamo con il baccalà.
   Lo mettiamo ancora in ammollo per qualche ora anche se comprato già ammollato perché di solito è        ancora troppo salato.


2.Prepariamo un tegame con un po di olio , qualche spicchio d'aglio schiacciato e una piccola cipolla tritata      fine.
   Riscaldiamo , insaporiamo e poi aggiungiamo il baccalà levando la pelle. Rilascerà del liquido quindi fatte      andare un po tutto affinché evaporerà ma non del tutto e poi aggiungete il latte. Coprite con un coperchio e    fatte andare a fuoco lento fino alla cottura.

3.In una pentola fatte bollire dell'acqua e poi aggiungete il cavolo cappuccio lavato e tagliato a meta e    scavato un po il torsolo . Fattelo scottare e poi staccate le foglie una ad una. Fatte raffreddare e poi  stendete su un tagliere togliendo le nervature più sporgenti che non permettono di piegare le foglie e poi  stendetele sul fondo della terrina come nella foto.

4.Fatte bollire le patate con la buccia , poi fatte raffreddare e pelate.
 Tagliate la scamorza a fettine sottili e la mela a fette poi a bastoncini, tagliate finemente anche del aglio,  quantità in base ai vostri gusti.

5.In un recipiente passate sulla grattugia con fori grandi le patate e il formaggio di capra, e della cipolla, poi aggiungete il baccalà senza il liquido, solo quello che inevitabilmente viene su insieme nella forchetta/paletta da cucina.
Amalgamate tutto con un cucchiaio o una forchetta ma va bene anche con le dita , affinché ottenete un impasto omogeneo.

Composizione della nostra terrina
Imburrate lo stampo e il coperchio.
Con un cucchiaio stendete uno strato del nostro impasto poi stendete delle fette di scamorza fino a coprire poi sopra i bastoncini di mela uno accanto all'altro. ristendiamo uno strato del nostro impasto poi andiamo a coprire con le foglie di verza rimaste sporgenti dal nostro recipiente e poi con il suo coperchio.


Cottura
Premessa : il vero ed originale recipiente di questa ricetta ha sul coperchio un foro , il mio non ne ha per cui il coperchio dovrà rimanere leggermente aperto.
Preriscaldate il forno a 180° e  preparate una teglia da forno con un dito di acqua.
Immergete la vostra terrina e cuocete a bagnomaria per circa 20 minuti.

 La mia cottura è breve perché i miei ingredienti sono tutti cotti o precotti. Invece per altri ingredienti che potete scegliere il tempo della cottura può ovviamente variare.

Trascorso il tempo togliete dal forno e fatte stemperare.

 Appena raffreddato togliete il coperchio e mettete sopra della carta di alluminio senza avvolgere. Trovate un peso ( 1 chilo di farina o di riso o anche due) che andrete a mettere sopra la carta di alluminio per qualche ora buttando di tanto in tanto il  liquido che rilascia.
Io lo lasciato tutta la notte.

Una volta pronta la nostra terrina sarà compatta da poterla tagliarla a fette e servirla con una salsa da accompagnamento o qualcos'altro che scegliete al vostro piacimento.


Io ho scelto una semplice salsa allo yogurt che si sposa molto bene con il pesce e delle barbabietole in agrodolce.
La mia terrina è delicata ma nello stesso saporita per cui l'accompagnamento che ho scelto equilibra perfettamente il suo gusto.

Salsa di yogurt al profumo di erba cipollina 
Yogurt greco
erba cipollina
olio evo
sale
pepe

Preparazione
A me piace lo yogurt fatto in casa per cui ho preparato un po di più di quanto mi servisse per accompagnare questa ricetta.
Dunque preparatevi 1/2 litro di latte fresco e del yogurt bianco intero di cui utilizzerete solo un cucchiaio.

1. Fatte bollire in una pentola di acciaio il latte fino quando non raggiunge una temperatura di al meno 38/40 gradi.
 Lasciate che diventi tiepido, prendete il contenitore per alimenti ( barattolo o altro) , aggiungete il cucchiaio di yogurt e con un collino versate il latte piano piano.

2. Mescolate affinché non ci siano grumi, chiudete e avvolgete in una copertina di pile.

3. Sigillate bene il contenitore e riponetelo in un luogo ben caldo e lontano da correnti d'aria a temperatura intorno ai 35-40 gradi. Ottimo anche in forno a questa temperatura.

4. Lasciate riposare tutto per circa 8 ore. Dopo questo tempo lo yogurt ha raggiunto la sua giusta consistenza ed è pronto per essere messo in frigo ad una temperatura di circa 4° e aspettare circa un ora per consumarlo.

Una volta trascorso questo tempo siamo pronti ad andare a fare la nostra salsa allo yogurt all'erba cipollina .
Semplice semplice : qualche cucchiaio di yogurt , erba cipollina tagliata fine , olio evo e sale. Otterrete una salsa fresca e profumata che si sposa benissimo con il pesce.
Al vostro piacimento potete aggiungete del aglio o altra erba aromatica non molto invadente.

Barbabietole in agrodolce 
Barbabietole
miele
aceto di mele
chiodi di garofano
1 pezzetto di cannella
cipolla
una costa di sedano
sale

Preparazione
Cuocette le barbabietole per circa 2 ore circa a secondo la loro grossezza  in una pentola con acqua abbondante e salata.
Lasciatele a raffreddare nella loro acqua poi scollate, sbucciate e tagliate a cubetti.

In un pentolino fatte cuocere gli altri ingredienti in acqua salata per 5 minuti. Fatte raffreddare.

Mettete le barbabietole in un recipiente e con un collino versate sopra il liquido aromatizzato ottenuto sopra. Tenete per una notte per prendere bene tutti gli aromi e nel giorno dopo potete servirlo in tavola.
Diversamente potete costruire tutto in dei vasetti lavati e sterilizzati e conservarli nella vostra dispensa per le vostre varie occorrenze.

Ed eccoci qui pronti ad andare in tavola con la nostra Terrina di baccalà alla vicentina con patate , scamorza e mela verde in crosta di cavolo cappuccio.


Una ricetta buona a non sperare , inventata , pensata per un bel po e fattibile nella mia mente senza sapere come sarei stata in grado di portarla in questa perfetta forma,  con dei ingredienti che si sposano in una danza armoniosa piena di sapori "dolci" e salati per dare vita alla mia Terrina...per Incanto

Felice di presentarla e condividerla per la 64-esima sfida del MTChallenge , tema proposta dalla vincitrice del mese scorso Giulia Fabris dal Blog La Gallina Vintage









venerdì 23 settembre 2016

Gnocchetti di patate su vellutata di aglio e cavolo cappuccio bianco al profumo di pepe di Sichuan




E si riparte con il tema del mese, e questo mese sono gli Gnocchiiiii.....di patate!!!!
Essenzialmente la parola gnocco significherebbe nel senso figurativo anche facile, semplicione ed è proprio vero, lo gnocco , gli gnocchi sono semplici da fare. Farina , patate sale e via! Tutto sta nelle poche accortezze , ovvero , nella scelta delle patate e nella lavorazione. Poi aggiungerei l'amore e saper sentire gli ingredienti nella loro consistenza , e la loro vita stessa per abbinarli e per darli vita in un piatto che da semplice può diventare una prelibatezza o una vera opera come nel caso di tanti chef o nei banchetti delle corti rinascimentali all'inizio della loro storia.



Come accompagnamento, condimento ho scelto la vellutata di aglio, lo letta da qualche parte abbinata a della pasta ripiena e mi ha intrigato tantissimo e poi perché a me piace l'aglio e sono fortunata che anche al mio compagno piace. Siamo amanti dell'aglio e della cipolla quindi via libera a questi due ingredienti che usati bene danno delle sorprendenti soddisfazioni.
Nella vellutata il sapore è delicato ed io ho aggiunto anche del cavolo cappuccio bianco per darli più dolcezza .

Ingredienti per 4 persone

Per gli gnocchi 
600 g di patate rosse ( meglio se vecchie)
180 g di farina 00 ( forza 170)
1 cucciaino da te di sale fine integrale
basilico fresco 4 ciuffi circa

Per la vellutata
8 spicchi d'aglio
100 g di cavolo cappuccio fresco
1 cipolla piccola o meglio uno scalogno
2 cucchiai di burro
1 foglia di alloro
1 patata cotta

Per il tocco finale 
Pepe di Sichuan
Germogli di cavolo cappuccio bianco e rosso







Gli Gnocchetti 

1) Scegliete le patate più o meno della stessa dimensione, lavatele e mettetele con la buccia nel            forno in una teglia con la carta da forno. Le patate ideali sono quelle a pasta bianca e meglio se sono  vecchie.
   Fatele cuocere per circa 30 minuti testando con uno stuzzicadenti la cottura.

2) Sminuzzate il basilico

3) Pesate la farina

4) Togliete le patate dal forno, lasciatele poco a stemperare e sbucciatele ancora calde.

5) Passate le patate con lo schiacciapatate o verdure oppure con la grattugia a fori grossi.

6) Sulla spianatoia trasferite le patate passate e  aggiungete il sale, il basilico e la farina in tre fasi per capire quanto c'è ne bisogno.

7) Impastate fino ad ottenere un impasto omogeneo ma non tanto perché altrimenti gli gnocchi diventano duri.

8) Una volta ottenuta una pagnotta tagliate dei pezzetti e formate dei filoncini di che diametro preferite. Io li ho fatti da circa 1cm perché a me piacciono piccolini e poi tagliateli sempre ad 1cm .

9)Passate gli gnocchi sopra una forchetta per rigarli o sopra il riga gnocchi se lo avete.
La rigatura sulla forchetta si fa passando il gnocco/gnocchettino dall'alto verso il basso sul dorso della forchetta con una certa pressione. In questo modo si otterrà una rigatura e un incavo che accoglierà il sugo o in questo caso la vellutata.

9)Bis Nota : non infarinate troppo la spianatoia altrimenti gli gnocchi diventeranno appiccicosi , usate piuttosto la farina di riso sulla spianatoia , che si scioglierà in acqua di cottura completamente.
Io ho usato questo consiglio di Annarita - (blog Il Bosco di Alici) e sono usciti perfetti. Andate a vedere anche il video della rigatura e leggete il suo post molrto dettagliato per fare tre tipi di gnocchi ;-).
Annarita è la blogger del mese tra noi Mtc-ini che ha vinto la scorsa sfida sulla Pizza , una meravigliosa pizza che vi consiglio di andare a leggere qui

10) Mettete a bollire dell'acqua con del sale e fatte bollire gli gnocchi pochi alla volta. Appena salgono in superficie sono cotti .



La Vellutata 

1) Private della buccia gli spicchi d'aglio e la cipollina e lavate. Tagliate l'aglio a metà e togliete l'eventuale filamento verde.

2) Tagliate a pezzettini il cavolo , la cipolla e l'aglio

3) In una pentola bassa fatte cuocere con il burro l'aglio , la cipolla e il cavolo fino a raggiungere la morbidezza per poterli frullare, aggiungendo del brodo vegetale o dell'acqua se c'è bisogno.
Profumate con una foglia di alloro che consiglio togliere dopo qualche minuto di cottura.

4) A fine cottura trasferite e frullate aggiungendo una patata cotta e aggiustate di sale.

5) Tenete in caldo e appena cotti gli gnocchi uniteli alla vellutata.



6) Trasferite in una terrina o in un piatto di portata e serviteli caldi con una macinata di pepe di sichuan e l'aggiunta di germogli per colorare un po' il piatto e renderlo allegro e fresco e magari se ne avete un piccolo ciuffetto di basilico e foglie di aglio ancora meglio.
Ho scelto il pepe di sichuan perché non è un vero pepe, ma una bacca che assomiglia a quella del pepe. E' molto profumato e il suo sapore sa leggermente di limone ed è poco piccante. 
immagine da web
Ancora a differenza del pepe il seme interno viene scartato e viene utilizzato solo il guscio.
Si aggiunge sempre a fuochi spendi. Una macinata fresca farà esaltare il delicato sapore di questo piatto che cremoso e avvolgente sa di....Incanto

Buon Appetito 


Con questa ricetta partecipo alla sfida n. 59 del MTChallenge con il tema Gli gnocchi di patate.


giovedì 1 settembre 2016

Indonesian spicy fish soup

Il brodetto di pesce piccante ai profumi dell'Indonesia   ...Indonesian spicy fish soup







Tornata da una delle più belle vacanze che desideravo fare, da Bali , e ancora con il cuore li e con il mal di Indonesia ( perché esiste ed io ne sono testimone....oh cuor mio innamorato e beati occhi miei che ti hanno vista) non potevo che proporvi un piatto ispirato da questa magnifica terra che custodirò per sempre come caro tesoro e...per Incanto.

E quale occasione migliore per pubblicare se non quello del tema del "Brodetto di pesce" riproposto dal MTChallenge e con il paziente tutoraggio di Maria Pia Bruscia ??!!!

Detto e fatto!
Prendi una Domenica mattina con la sua tranquillità e lo spirito della condivisione del pranzo più intimo che c'è nella famiglia , aggiungi l'amore e la passione , aggiungi i ricordi più viscerali possibili di una terra cosi piena di Beatitudine che è Bali , del pesce e degli aromi e porterai in tavola questo Incanto ...la mia Indonesian Spicy Fish Soup servita con del garlic bread.


Ingredienti per 2 persone

6 gamberi medi
200 g di spinarolo
200 g di telline
2 moscardini medio/piccoli
3 peperoncini verdi piccanti ( grandi)
3 peperoncini rossi piccanti
1 pollice di zenzero fresco
4 spicchi d'aglio
1 cipollotto tagliato fresco
10 pomodorini ciglliegini
la buccia di un lime grattugiato
il succo di un mezzo lime
olio di oliva
1 foglia di alloro
8 foglie di basilico
brodo di pesce qb
garlic bread ( che a Bali non manca da nessun menue)

Per il brodo di pesce
1 gallinella
1 nasellino
le teste dei gamberi
1 cipolla media
4 coste di sedano
una manciata di prezzemolo
2 carote piccole
1 foglia di alloro
sale qb

Puliamo il pesce e prepariamo il brodo.

In una pentola alta facciamo bollire dell'acqua con del sale. Una volta arrivata all'ebollizione aggiungiamo il pesce ( eviscerato e lavato + le teste dei gamberi e i gusci) e gli aromi tutti.
Facciamo bollire fino ad ottenere il nostro brodo e aggiustiamo di sale. Filtriamo.


I gamberi : togliamo la testa e leviamo il guscio che mettiamo da parte per il brodo ma lasciamo la coda. Con una forbice da cucina o un coltellino tagliamo il gambero in due fermandoci alla coda . Leviamo il filo nero e mettiamo da parte.
Tagliamo a fettine da circa 1/2 cm lo spinarolo.
Mettiamo sotto acqua e sale le telline e cambiamo l'acqua più volte affinché riusciamo a spurgare la sabbia che eventualmente hanno racchiuso dentro.

Tostiamo del pane e lo strofiniamo con del aglio e cospargiamo sopra del prezzemolo tritato fine fine con qualche goccia di olio di oliva.


Prima di passare alla preparazione vera e propria vorrei riuscire a trasmettervi quello che si va a provare preparando questo piatto.
I profumi che verranno sprigionati dagli ingredienti appena iniziate la preparazione sono semplicemente inebrianti , e vi consiglio di aggiungerli uno ad uno , mescolare e sentire come cambia e aumenta l'incanto. Il peperoncino insieme allo zenzero che con il caldo e l'olio esaltano la loro potenza e profumo ancora di più , un crescendo che giunge l'apogeo nel momento dell'aggiunta della buccia del lime e al basilico.
Un piatto alchemico che nutrirà tanti dei vostri sensi ed io ne sono felice di condividerlo con voi.

 Preparazione

In una ampia padella fatte riscaldare 2 cucchiai di olio evo , aggiungete il peperoncino verde tagliato a pezzetti e privato dai semi e venature, il peperoncino rosso piccante tagliato a rondelline fini ( tenendo da parte una piccola parte per ornamentare il piatto alla fine) , lo zenzero tagliato a pezzettini , l'aglio tagliato a pezzettini, e i pomodorini tagliati a pezzetti, il cipollotto tagliato a rondelline fini  (tenendo da parte una piccola parte per ornamentare il piatto alla fine) e la buccia del lime grattugiata ( si usa al posto del lemon grass che da noi lo troviamo difficilmente) e le foglie di basilico .
Schiacciate i pomodorini con il dorso di un cucchiaio lentamente e fatte andare tutto fino all'assorbimento dei succhi e a finché vedete che tutto si è abbastanza appassito. Sfumate con il succo di un mezzo lime e se c'è bisogno aggiungete qualche cucchiaio di brodo.
Fine questo passaggio togliamo dal fuoco e lasciamo raffreddare un po. Appena stemperato andiamo a frullare tutto fino ad ottenere una passata fine.

Rimettiamo tutto nella padella che preferibilmente sarebbe uno Wok con il fondo molto spesso o un recipiente in coccio come il mio, che ha le pareti molto spesse.
Aggiungiamo qualche mestolo di brodo ( vedi preparazione sotto) in base a quanto vogliamo che sia liquido il nostro brodetto, e mescoliamo per omogenizzare.
A questo punto aggiungiamo lo spinarolo e lo facciamo cuocere per 5 minuti , poi aggiungiamo i gamberi e le telline. Dopo altri 5 minuti il nostro brodetto è pronto.


Passiamo al impiattamento aggiungendo qualche rondellina di cipollotto e di peperoncino fresco e il garlic bread.
Servite caldo ma non bollente.
L'aroma e il piccante di questo piatto vi sorprenderà .Il piccante è amabile e cucchiaio dopo cucchiaio vi conquisterà sempre di più e il suo profumo e gusto un vero Incanto.


giovedì 24 marzo 2016

Brodetto di pesce...per Incanto

Brodetto di gallinella e triglia e cannolo di polenta  ripieno di cozze e vongole 



Il brodetto di pesce è un piatto povero e dalla cottura veloce. Nasce come il piatto dei pescatori dell'Adriatico che utilizzavano il pesce cosi detto povero o di dimensioni piccole per tirare su il loro pasto quotidiano.
La paternità del brodetto viene conteso tra le Marche e Romagna ma da Nord a Sud ogni posto ha la sua particolarità nel farlo senza poi alterare la ricetta base.

Dalla Romagna in su viene accompagnato con della polenta ancora dai vecchi tempi , che arriva con le prime coltivazioni di mais attestate in terra veneta nel 1549 a Vigonza , cosi come spiega Anna Maria Pellegrino nel suo blog La cucina di qb .
L'Anna Maria è la vincitrice della sfida del mese scorso , Il Miele,  per l'MTChallenge , L'MTC che ogni mese ci unisce e ci mette in gioco arricchendoci sempre di più. Ogni sfida è una storia, un racconto di vita , tecniche e procedure nonché profondi sentire per dei ingredienti e profumi che arrivano attraverso maestose descrizioni. Viaggi sensoriali e stupende fotografie e dietro ogni una una persona che si racconta e spesso ci incanta.

Anna Maria chiede nel suo post  se ci va di raccontare un momento legato al cibo che ha fatto la "differenza".....ed io all'istante ho gli occhi pieni di lacrime e il magone....quel magone e lacrime che può sentirle chi ha un rapporto viscerale con il cibo , viscerale perché è passato di li... da dove nessuno dovrebbe passare , da li dove se hai la fortuna di tornare tutto cambia e la sensibilità nel sentire diventa una dote.
Raccontare è difficile ma ringrazio per questa domanda perché la mia passione per la cucina nasce proprio da li e poi ....arriva il capire... e fare la la differenza tra il magiare e gustare , tra il riempirsi/nutrirsi e l'assaporare ...cosi.....per Incanto.

Ed è iniziato tutto proprio con il pesce che io amo tanto e riesco a sentirlo molto come ingrediente , dal suo odore "giusto"  da crudo al suo potersi spingere a "danzare insieme" a dei ingredienti insoliti .

Quindi Amo con la A maiuscola il pesce e oggi per la sfida del mese condivido con molta Gioia questa mia interpretazione del brodetto di pesce. Una ricetta che non cambia la base del brodetto ma solo la sua immagine. 

Nel brodetto si usano nove/dieci qualità di pesce ma io ho utilizzato 4 perché se è povero , povero sia e in più direi molto accessibile e per quanto stra gustoso , è anche economico.

Tempo preparazione e cottura - cca 30 min + min 2h per lo spurgo e pulizia delle cozze e vongole.
Ingredienti per 4 persone

Una gallinella di cca 400 g , una triglia da scoglio di cca 300 g una rete di vongole veraci , una rete di cozze
2 carote grandi
1 radice sedano rapa
2 costole di sedano
1 manciata di prezzemolo fresco
1 cipolla bianca media
1 patata 
4 spicchi d'aglio
olio evo
vino bianco
sale e pepe qb
qualche chicco di pepe nero
peperoncino 
scorza di limone grattugiato 
4 fili di baby basilico 

Farina di mais
Acqua

Preparazione
Puliamo le cozze dalle barbe una ad una, prendendo con il pollice e l'indice la barba e tirando sempre nella direzione verso la parte più stretta della cozza. Buttiamo via quelle aperte o spaccate e sciacquiamo in abbondante acqua fredda. In una bacinella con dell'acqua mettiamo 1 cucchiaio di bicarbonato di sodio alimentare e uno di sale integrale e poi aggiungiamo le cozze sbarbate e le vongole . Lasciamo riposare per cca 2 ore 
Trascorso questo tempo con una spazzola o una spugna ruvida pulite ogni cozza dai vari residui/depositi che ha sul guscio. Secondo me questa operazione è molto importante per ottenere un risultato migliore e giustamente meno inquinato.

Svisceriamo, squamiamo la gallinella e la triglia e li mettiamo da parte.

Il brodo di pesce
Sbucciamo , laviamo e mettiamo a bollire in una pentola alta le carote, il sedano rapa, il sedano coste , la cipolla interra , la patata e qualche filo di prezzemolo. Aggiungiamo del sale e qualche chicco di pepe e in fine la gallinella e la triglia interre . 
Facciamo bollire per circa 20 minuti
A metta cottura tiriamo fuori il pesce , apriamo e togliamo la polpa dalle lische e teste che ributtiamo dentro il brodo.
La polpa la puliamo attentamente dalle lische aiutandoci con una pinzetta se c'è bisogno.  Tagliamo a pezzi piccoli e mettiamo da parte.

A fine cottura del brodo togliamo la verdura e filtriamo rimettendo in caldo.
Prendiamo una delle due carote tolte dal brodo e andiamo ad ottenere una crema con l'aiuto di un minipimer e con l'aggiunta di brodo. La utilizziamo per dare colore al brodetto ,

Preparazione cannolo di polenta 2 pz
Nel frattempo prepariamo la polenta.
Io ho usato della farina istantanea , della Valsugana integrale.
Ho fatto bollire 2 cucchiai di farina di mais in 0,250 ml di acqua con un pizzico di sale.
Una volta ottenuta la polenta la lasciamo raffreddare ma non fino all'indurimento totale.
Poi sulla spianatoia o anche sul tavolo coperto con un canovaccio tagliate due rettangoli di carta da forno. Stendiamo il primo foglio e con un cucchiaio aggiungiamo della polenta , schiacciamo un po e poi stendiamo sopra l'altro pezzo di carta da forno. Con il mattarello e con una leggera pressione stendiamo la polenta tra i due pezzi di carta a finché otteniamo un spessore di circa mezzo centimetro. Leviamo la carta sopra e lasciamo raffreddare .
Prendiamo le forme per i cannoli o se non li avete, trovate qualcosa di cilindrico che può andare in forno e della dimensione più o meno dei cannoli.
Tagliamo due quadrati e togliamo i ritagli rimasti. Con moltissima cura prendiamo la forma del cannolo un po oleata e avvolgiamo il quadrato di polenta partendo dai angoli. Con i residui ristendiamo e con la bocca di un bicchiere( diametro 5 cm) tagliamo dei dischi ( 4 pz) 
Andiamo ad infornare i nostri cannoli e dischi di polenta a 200° fino vediamo che la polenta ha preso l'aspetto dorato di una crosta.


Togliamo e mettiamo a raffreddare. Una volta raffreddati prima di togliere dalla forma , con un coltello ben affilato e fine tagliamo il cannolo a meta ottenendo cosi 4 mezzi cannoli. Mettiamo da parte.



Separatamente in una casseruola con dell'olio evo , del prezzemolo tritato finemente e l'aglio ( tagliato a vostro piacimento o solo schiacciato se vi da fastidio) facciamo cuocere per pochi minuti le cozze e le vongole fino alla completa apertura dei gusci e sfumando con del vino e aggiungendo del brodo filtrato con un mestolo e poi fino alla copertura totale.

La cottura come detto è breve di circa 5 minuti (perché poi la riprendiamo per qualche minuto) , e verso la fine aggiungiamo una macinata di pepe e della scorza di limone ( un cucchiaino da tè ). Spegniamo e facciamo stemperare.
Separiamo la polpa delle cozze e le vongole dai gusci. Buttiamo i gusci.

Facciamo ripartire sul fuoco il brodetto rimasto privo delle vongole e cozze , aggiungiamo la crema di carote e i pezzetti di pesce solo per qualche minuto giusto fino a riscaldare e far amalgamare bene la crema di carote.

Prendiamo un piatto fondo e adagiamo al centro un disco di polenta e un mezzo cannolo sopra per fermare la polpa delle cozze e vongole con quale andiamo a riempire facendo lo stesso per i altri tre piatti.



Con un mestolo aggiungiamo intorno il brodetto.















Devo confessare che tutte le volte che parto per fare un piatto ho l'idea dei ingredienti e magari di un particolare ma non so mai l'aspetto finale o cosa alla fine deciderò in corso d'opera , parto e via via sento...
In questo caso avevo l'idea della semplicità della zuppa fatta con due pesci poveri e " arricchita" con cozze e vongole ma tutto qui, poi ho pensato alla polenta che ci tenevo ad introdurla a tutti i costi ma non sapevo come. Poi è arrivata l'idea di una cialda ma mentre cucinavo direi che l'idea del cannolo è stata come un lampo e subito tutto era molto chiaro.

A voi il brodetto di pesce , la dolcezza, il profumo e l'incanto del mare in un piatto d'incanto firmato...per Incanto.

Con questa ricetta partecipo alla sfida n.55 di MTChallenge per iil mese di marzo







lunedì 25 gennaio 2016

La zuppa contadina - trippa a la grecque

La zuppa contadina - trippa a la grecque


Visto le splendide ricette tradizionali che sono state presentate al MTC per la sfida che ha lanciato la Vittoria Traversa dal blog La cucina Piccolina di questo mese non potevo non propormi anche io con una zuppa estremamente tradizionale che fa parte della cultura culinaria rumena .
C'è poco da fare , con le zuppe non si può che andare sul tradizionale o comunque su delle basi che riportano questo immensa risorsa e che ogni uno di noi custodisce in un modo o in un'altro.

Confesso di aver fatto questa zuppa in grande fretta e le foto poco curate lo dimostrano , ma ci dovevo essere per lo meno con un'altra proposta anche io .

Questa è una zuppa che ha come ingrediente importante la trippa che, nella ricetta originale deve essere fresca e non precotta o cotta e prevede dopo un'ulteriore pulizia un ammollo di minimo 2 ore in  acqua calda con limone o aceto .
Io ho trovato solo la trippa precotta e devo dire che sono stata abbastanza soddisfatta del risultato in quanto di buona qualità .

Stranamente anche se fa parte della cultura delle mie origini a me questa zuppa non piaceva , anzi non ne volevo sapere allungo affinché capita che faccio un viaggio insieme a dei ragazzi nel lontano 1995 in una zona turistica molto bella della Romania nelle montagne chiamate Apuseni ( parte delle montagne della Transilvania) e mi capita di trovarmi davanti a questa zuppa in una baita a cca 1800 m di altezza .
Mettete la fame che fa venire una camminata nella montagna , mettete l'incoraggiamento dei miei compagni ad assaggiare questa zuppa ed eccomi qui a mangiarla ed esserci innamorata da allora.
Particolare nella sua preparazione è una zuppa che avvolge con il suo gusto e consistenza , una zuppa da assaggiare al meno una volta nella vita e che io oggi condivido con Amore.



Ingredienti per 2 persone - tempo di cottura 40 min - preparazione 2 h cca.

500 g di trippa precotta
1 pz di lesso di manzo con osso ( più osso possibilmente)
2 carote
1 aglio interro ( cca 10 spicchi)
1 foglia d'alloro
2  tuorli d'uovo
100 g di panna acida
1 limone
olio evo
prezzemolo
sale
pepe
2 fette di pane arrostito




Preparazione
Dopo aver lasciato in ammollo la trippa con dell'limone o accetto per 2 h cca cominciamo la cottura. vera e propria.
In una pentola con dei bordi alti mettiamo a bollire la trippa con il pezzo di lesso che togliamo alla fine cottura, l'aglio tagliato a fettine sottili , l'alloro e del sale . Tempo di cottura 30/40 min circa a fuoco basso.
Separatamente in una padellina con dell'olio mettiamo a imbiondire le carote tagliate sulla grattugia con i fuori grandi .Le facciamo andare affinché non diventano completamente cotte e poi li aggiungiamo alla nostra zuppa che li darà dolcezza e un piacevole colore.
Separiamo i tuorli dai chiari e li sbattiamo con una frusta insieme alla panna , del sale e pepe e del prezzemolo tritato . Si aggiunge del liquido della zuppa e poi piano piano il tutto alla zuppa nella fine della cottura . Non si usa il chiaro per evitare l'effetto stracciatella.
Questo tipo di aggiunta finale , viene usata in tantissime minestre e zuppe della tradizione rumena e viene chiamata anche : alla greque
Si porta in tavola calda ed è ideale insieme a del peperoncino freso o sott'aceto e con dei crostini di pane arrostito e se desiderate passato con dell'aglio.

Buon appetito e ricordate : l 'ingrediente principale è sempre l'Amore!!!

Con questa ricetta partecipo alla sfida N. 53 di Gennaio della più tosta food community che c'è : MTChallenge.